domenica 28 aprile 2013

Il personaggio che mi rappresenta




Ciao io sono Angela ho 10 anni ,vi chiederete perché mi sto descrivendo;  perché questo testo parla di una immagine presente nel giornalino della classe: “ L'Eco dei Ragazzi.”
L’idea di fare questo giornalino ci è venuta grazie al programma scolastico della classe quinta, il libro ci dava il giornale(testo informativo) allora alla nostra fantastica e fantasiosa maestra Laura è venuto in mente di realizzare un giornalino on line.
Dopo poco  tempo, più o meno un mese, Federico ha presentato il libro ed ha avuto la brillante idea di fare un giornalino con tanto di… ANTIOROSCOPO!
Da li abbiamo iniziato a pensarci e dopo qualche giorno ... voilà! Ecco che  il giornalino è pronto, è già on line e tutti siamo emozionati all’idea.
Bene, dopo una breve introduzione posso parlarvi del perché ho scelto questo simbolo… però il simbolo ve lo dirò alla fine.
Per iniziare direi di descrivere la parte interiore poi proseguirò con la parte esteriore infine il momento più importante: il SIMBOLO!
Sono una ragazza molto dolce, sensibile e molto divertente.
Mi piacciono i programmi d’amore o meglio dove ci sono due amori ma una donna.
Il mio programma televisivo è: VIOLETTA.

Vi lancio un’ indizio: è rosso.
Purtroppo  quasi due anni fa mio padre è morto da li sono diventata più sensibile.
Un altro indizio: ha le ali.
Bene possiamo passare alla parte esteriore.
Sono una ragazza robusta, ho i capelli castano chiaro e gli occhi castani. ho un segno particolare.
Se venite vicino o meglio di fronte e mi guardate negli occhi potete notare delle piccole macchie che presumo siano nei e credo che influenzino un po’ la mia vista infatti sono astigmatica e porto gli occhiali da più di due anni.
Ultimo indizio e poi il simbolo: è brillante.
La persona che mi ha fatto amare questo simbolo si chiama Greta Perotti ed è la mia migliore amica ci siamo conosciute in prima elementare e da li siamo diventate subito amiche .
È arrivato il momento il mio simbolo è…
Un cuore con le ali
Spero che questo testo sia di vostro gradimento…buona settimana.      Angela Bove 

sabato 20 aprile 2013

PER ME LA MUSICA E' ... le nostre parole!

Un immenso mondo di suoni dove puoi dare spazio alla fantasia ed alla creativita', dove l'importante e' divertirsi a comporre, a cantare e ad imparare nuove canzoni o nuovi concetti importanti.. Non importa se sei piccol o grande, basso o alto, grasso o magro: nella musica c'e' ... posto per tutti!
I musicisti compongono la musica ascoltando il proprio core. (Angela)

La musica e' gioia per le mie orecchie, e' un modo per esprimere i miei stati d'animo ed entrare in un mondo pieno di note, suoni e colori. La musica ti tiene compagnia soprattutto nei momenti di malinconia e ogni momento e' legato ad una melodia.
La musica ti mette in relazione con gli altri, la prima musica e' quella della natura! (Mattia)

La musica e' l'arte e la scienza dei suoni combinati secondo determinati principi, e' l'insieme armonico di suoni prodotti da strumenti musicali o da piu' voci. (Marco)

Per me la musica e' mportante perche' mi fa stare meglio, mi fa pensare, mi da' una forza, uno stimolo per fare cose nuove. Ogni genere di musica e' bello.
le canzoni sono tutte diverse e questo vuol dire che ogni artista, per scrivere canzoni, ogni volta racconta delle storie che ha vissuto e delle emozioni che potrbbero essere anche le nostre.
Secondo me, a tutte le persone farebbe bene ascoltare un po' di musica perche' vengono in mente ricordi e nuove idee. (Luca)

Per me la musica e' come un'amica che non ti abbandona mai. E' come una sorella con cui condividere i momenti della vita. La musica e' parte di tutti noi, ce l'abbiamo dentro. Quando l'ascolto mi vengono in mente storie ambientate in quella musica; mi piace ascoltare la musica! (Francesca)

Per me significa rilassarsi dopo una giornata, essere scatenati, ballare con gli amici, essere se stessi, suonare e cantare quello che si vuole, studiare le "regole" per diventare bravi musicisti e compositori, essere felici!
Ascoltare un po' di musica farebbe bene a tutti. (Camilla)

La musica per me significa PASSIONE. Mi ricorda come essere felici insieme agli altri, mi fa credere in me stessa, mi tira su il morale e' come un'amica alla quale trasmettere i miei sentimenti. (Naomi)

La musica ha sempre attirato la mia attenzione, all'inizio passavo ore ad ascoltarla a casa, in macchina  ... poi incuriosita ho cominciato a suonare uno strumento.
A scuola il flauto dolce e a casa la chitarra classica, quando suono questi strumenti mi diverto e mi sento a mio agio. Spero che il divertimento aumenti sempre piu', di pari passo con la passione. Quando ascolto la musica che mi piace entro in un mondo mio dove tutte le cose mi sembrano particolarmente belle! (Federica)

La musica e' un'emozione , ti nasce dal cuore, emette suoni e sinfonie,melodie, armonie. La puoi cantare con la tua vocalita', con un tono ed un colore, con un ritmo ed un timbro.
La puoi ballare con passi e coreografie, la puoi amare con tutto il tuo cuore; la puoi ascoltare e la puoi studiare ; con la musica puoi divertirti ed eccitarti.
La musica non e' rumore e disordine ma e' ordinata e richiede silenzio.
Con la musica puoi fare tutto e alla fine puoi RIFLETTERE ... La musica e' tutto cio', con mille colori e mille sapori, la musica e' ESSERE SE STESSI! (Greta)

E' l'arte di combinare i suoni in maniera piacevole all'orecchio e in maniera di trarne emozioni e di farle provare a chi ascolta.
La musica per me rappresenta l'animo ... sono dei suoni che provengono dall'esterno ed entrano dentro di noi. Musica e' anche LIBERTA' ... VITA ... AMORE.
E' un insieme di note e melodie. Puo' far piangere ed emozionare qualcuno mentre a qualcun altro puo' lasciare assolutamente indifferente perche' non gli rappresenta nulla.
Io ascolto la musica spesso, quando sono triste o particolarmente felice!
LA MUSICA E' UNA COSA BELLISSIMA! (Arianna)

La musica e' un battito dentro di noi ed e' una melodia che ci accompagna durante la vita. Per inventarla serve solo la fantasia. (Simone)

Un insieme di parole che compongono una canzone, un insieme di note. (Stefan)
E' la voglia di cantare e suonare, con la musica puoi esprimere i tuoi sentimenti. (Nicolo')
E' divertente, la puoi fare in ogni momento, con oggetti fatti da noi o con gli strumenti. (Rostik)
Se ascoltata e' un altro mondo in cui vedi l'armonia e se canti e' un luogo in cui esprimerti. (Kristian)
E' esprimere opinioni in modo diverso (Elia)
E' un mondo parallelo che ti porta via da tutti i mali, puoi ballarla ... ma non rovinarla. (Chicco)
E' veder le note ballare ... (Matteo)

mercoledì 17 aprile 2013

Un' avventura da brivido



-         " Shirley muoviti il nonno sarà qui a momenti !!!"
Lei è mia mamma ed io sono Shirley una ragazza di undici anni che è stata invitata dal nonno per un gita in Toscana .
"Eccomi mamma , arrivo !!! -  intanto suona il campanello ed io vado ad aprire la porta
- oh no ci sei anche tu  !?- era mio cugino Simon . Io odio lui , lui odia me . Abbiamo la stessa età .
Il viaggio è stato stressante e dopo un' ora avevamo litigato già quindici volte .
Finalmente arriviamo . dopo esserci sistemati nell’albergo facciamo un giro in città dove è allestita una fiera , la fiera medioevale. In un angolo, alla fine della fiera, c’ era un uomo vestito da cantastorie che guardandomi negli occhi decide di regalarmi un libro.

È sera ed io scelgo una delle storie del libro : Il fantasma della montagna .
La leggenda narrava di una giovane esploratrice che aveva fatto una gita nella cava di marmo e da lì non ne era più uscita .
Si narrava anche che la cava era vicino ad una collina non tanto distante dall’albergo dove ci eravamo accampati per la notte .
Simon esperto  di fantasmi decide di andare in fondo alla faccenda  e quindi convince me ed il nonno a farsi portare sul posto. La mattina dopo raggiungiamo la collina ma non c’era proprio niente ...
Simon era deluso ma non si arrende lo stesso e continua a girare fino al tramonto ... anche continuando a girare, della cava non c’era nemmeno l’ombra ...
Simon si siede su di un sasso e guarda il sole che tramonta dietro la ... montagna
Poi salta in piedi e grida:
“Ma certo, la montagna, come ho fatto a non provarci prima! Nonno, nonno portami nella valle ti devo far vedere una cosa”.
“Simon dai, lascia perdere queste cose è abbastanza ovvio che qui non c’è nessuna cav."
“Nonno dai fidati di me"
“Ehhh ...  va bene  dai “
Ci incamminiamo e raggiungiamo la valle. Con  sorpresa, la cava d’accesso alla montagna e' lì davanti a noi.. Decidiamo di entrare .
Una parete crolla e le nostre strade si dividono io con quell’antipatico e il nonno da solo.Ci incamminiamo  verso il centro . non ci aspettiamo però di aver compagnia ...
C’è nebbia dappertutto e sentiamo una voce in lontananza che si fa sentire sempre di più . Si avvicina ...
“Chi è ? “ chiede con voce tremolante Simon
“Clarissa ...”dice la voce
Io chiamo Simon vicino a me e gli sussurro nell’orecchio :
“Anche nel libro la giovane esploratrice si chiamava Clarissa “

Il nonno aveva trovato una fiaccola accesa e ne aveva approfittato per vedere dove si trovava :
un vicolo cieco.Allora torna indietro ed un’altra parete si sposta ;e' al centro anche lui
Con la lampada si guarda intorno, ci riconosce e ci corre incontro , ma viene bloccato da Clarissa
“Se tu riuscirai a trovare di nuovo l’uscita della cava riavrai indietro i tuoi nipoti “
“Accetto “ disse il nonno
Solo adesso ci accorgiamo che Clarissa è un fantasma...

Inizia la sfida e il nonno continua a cambiare strada ma arrivato ad un certo punto si ferma e si riposa .
Intravvede una luce che filtra dalla terra della cava , inizia a scavare : e' fuori dalla cava .
Va subito a chiedere aiuto , tutti però gli danno del pazzo, tutti tranne il cantastorie che rientra con il nonno nella cava .           
Ritrova Clarissa ;
“Hai saputo ritrovar la via d’uscita però hai rivelato della mia esistenza , quindi riavrai solo uno dei tuoi nipoti"
“Cosa???”
Io mi sacrifico per Simon e resto con Clarissa che mi dice :
“Benvenuta sorellina “
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venerdì 12 aprile 2013

Quattro passi nel Liberty: volume III°

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Ripartiamo per la nostra camminata:
osserviamo il trionfo della linea curva, serpentinata, elegante, che si ispira ai vegetali e ai fiori anche nelle
insegne, recinzioni e cancellate, balconi, pensiline, cartelloni pubblicitari, decorazioni di edifici di Salso.
Il gusto e l’impronta Liberty e Decò, oltre a concentrarsi negli stabilimenti termali, negli alberghi più prestigiosi e in edifici privati del centro, si sono espressi in numerose costruzioni della città, realizzate fino agli anni Trenta.
Arriviamo alle TERME BERZIERI, anche se un po' infreddoliti abbiamo gli occhi ancora colmi dei colori che ci hanno stregato nel palazzo dei congressi. Ripercorriamo un po' le pagine di storia studiate negli anni precedenti per ricollegare la presenza dell'acqua "salsa" al GRANDE GOLFO PADANO"!
Dedicato al medico Lorenzo Berzieri, che per primo compì uno studio sistematico sulle proprietà terapeutiche delle acque salsobromojodiche della cittadina, fu ideato all'inizio del 1900 nella stessa area delle saline che, insieme alle ROCCHE DEL SALE caratterizzarono il territorio di Salso fin dal 1200. Gia' dal 1839 il Dottor Lorenzo Berzieri aveva curato una bambina con l'immersione in queste acque e la bambina, diventata grande svolse la funzione di prima bagnina delle terme che vennero inaugurate nel 1923, il 27 maggio.
La costruzione delle terme era durata 10 anni.
Nel 1912, il progetto venne avviato dall'architetto Ugo Giusti, a cui si affiancò, in una prima fase, l'ingegnere Giulio Bernardini.
Nel 1919, dopo l'interruzione dovuta alla prima Guerra Mondiale, il progetto fu ripreso insieme a Galileo Chini ed ai suoi collaboratori delle Fornaci San Lorenzo, cui si devono l'elaborazione e la realizzazione degli apparati decorativi. I lavori terminarono quattro anni dopo.
La facciata
Sulla facciata sono da notare le suggestive teste leonine che ornano a coppie la fascia della tettoia sopra l'ingresso. Il modello della testa di leone è opera dello scultore Francesco Aloisi, dell'equipe dei progettisti delle Fornaci San Lorenzo, che assieme a Guido Calori fu uno dei collaboratori più stretti di Chini.
Nelle fanciulle in perizoma, poste ai lati inferiori delle finestre laterali, come nei due leoni azzurri che fiancheggiano la scritta "Thermae", si riscontra l'esperienza vissuta da Chini nel Siam, l'odierna Thailandia.

L'interno
All'interno, l'atrio decorato da Giuseppe Moroni, presenta ornamenti di marmo, pitture sulle pareti e stucchi. Il monumentale scalone doppio e speculare, conduce al primo piano; salendo si possono notare i rosoni in stucco del soffitto e il lucernario, che conferisce una soffusa luminosità. Sul pianerottolo della prima rampa di scale, la parete è impreziosita dal gigantesco specchio, dalla ricca cornice in stucco con figurine di putti e dal contorno fantasiosamente decorato in metallo. Al termine dello scalone sono visibili gli affreschi di Galileo Chini, mentre sulla parete di fronte è presente l'affresco di Giuseppe Moroni.
Anche qui rimaniamo ad occhi spalancati e a bocca aperta di fronte alla ricchezza di dettagli, alle suggestioni degli affreschi ed alle innumerevoli geometrie che si rincorrono. Tutto molto bello, a partire dal calco della "chimera" in gesso che troviamo un po' appartato all'ingresso!
Con gli occhi colmi di colori, figure e forme abbiamo un po' dimenticato il freddo fuori ma ... l'orologio ancora una volta e' tiranno: gli autisti degli scuolabus ci aspettano!


giovedì 11 aprile 2013

QUATTRO PASSI NEL LIBERTY: volume II°



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Un trionfo di rosso, oro, verde e marrone. 
Grandi ibis bianchi e rossi, cigni candidi si rincorrono sulle pareti, le decorazioni legate all'oriente ci trasportano in paesi lontani nel tempo e non solo nello spazio, facendoci galoppare fra le fiabe!
Tappeti raffinati catturano il nostro sguardo, camminiamo a testa in su ... siii, i "tappeti" ornano anche i soffitti!
Scendiamo poi nella TAVERNA ROSSA che guarda direttamente sul giardino. Tavoli e sedie, un tempo, erano tutti laccati di rosso, oggi vi si tiene il campionato di "Bridge" e qualche fortunatto organizza il proprio matrimonio ...
Risaliamo e ci aspetta la magnifica sorpresa della SALA DELLE CARIATIDI: uno splendore. Sul soffitto un volo libero in un cielo turchino e fiori, abbellimenti, addobbi a profusione. Un tempo era utilizzata come sala da pranzo del granse albergo. Persino i caloriferi del corridoio ci sembrano decorati splendidamente ... passiamo di nuovo dalla reception con i banconi in legno originali, la sua porta girevole e tutto cio' ci parla del lusso e dei privilegi che accolsero il fior fiore della nobilta' italiana e straniera.
Nel secondo dopoguerra l'albergo passò al conte Leoni e nel 1965 fu acquistato dal Comune di Salsomaggiore Terme che lo trasformò in Palazzo dei Congressi.
Oggi, oltre ad ospitare congressi, un'ala dell'edificio è riservata all'Istituto Professionale Statale per i Servizi Alberghieri e vediamo i ragazzi affacciati alle finestre: divise da chef e da sala! Che belli, che eleganti!!! 
L'ala opposta ospita:, al terzo piano, il Museo Paleotologico di Salsomaggiore Terme e al quarto piano l'Ufficio Tecnico Comunale.

continua ....
alla prox!

mercoledì 10 aprile 2013

QUATTRO PASSI NEL LIBERTY volume I°



9 aprile 2013 USCITA DIDATTICA
Anche se il tempo e' uggioso come in una qualsiasi mattina di questo lungo inverno, partiamo puntuali sul nostro scuolabus. Ci aspettano le guide per condurci alla scoperta di quest'arte che e' rimasta intrappolata in palazzi e strade, pensiline e pozzi di Salsomaggiore, la citta' cosi' vicina a noi.
Partiamo infatti, dopo esserci divisi in due gruppi (siamo in tanti quando ci muoviamo tutti compatti NOI di quinta, siamo piu' di 70!), seguiamo la nostra guida VALENTINA che ci conduce velocemente davanti al PALAZZO DEI CONGRESSI. Ci mostra gli splendidi fregi ed abbellimenti murali della facciata ... cominciamo a scattare foto e ad indicarci i dettagli che i nostri occhi colgono per la prima volta.
La nostra guida ci spiega che il palazzo era un grande albergo che accoglieva principi, re e regine e gia' la nostra fantasia comincia a galoppare. Fu inaugurato nel 1901, l'albergo fu dato in gestione a Cesare Ritz, il quale lo acquistò nel 1910, insieme al barone Pfyffer.

La pianta dell'edificio è a ferro di cavallo, aveva  trecento stanze distribuite su quattro piani; la decorazione della facciata si presenta con fasce alternate di mattoni a vista. La ringhiera e la pensilina dell`ingresso, in ferro battuto (bellissime!) furono eseguite da Alessandro Mazzucotelli; mentre le decorazioni pittoriche esterne ed interne sono invece opera di Gottardo Valentini.

Dopo la prima Guerra Mondiale, l'albergo fu ceduto alla Società Anonima Grandi Alberghi Salsomaggiore, che ampliò l'edificio con la costruzione di un nuovo corpo, addossato a quello già esistente e rivolto verso il parco destinato ad accogliere il Salone Moresco, la Taverna Rossa ed il Loggiato, opere di Ugo Giusti e Galileo Chini.
... ed entriamo, scostando un piccolo sipario rosso nel SALONE MORESCO...

alla prox!