venerdì 12 aprile 2013

Quattro passi nel Liberty: volume III°

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Ripartiamo per la nostra camminata:
osserviamo il trionfo della linea curva, serpentinata, elegante, che si ispira ai vegetali e ai fiori anche nelle
insegne, recinzioni e cancellate, balconi, pensiline, cartelloni pubblicitari, decorazioni di edifici di Salso.
Il gusto e l’impronta Liberty e Decò, oltre a concentrarsi negli stabilimenti termali, negli alberghi più prestigiosi e in edifici privati del centro, si sono espressi in numerose costruzioni della città, realizzate fino agli anni Trenta.
Arriviamo alle TERME BERZIERI, anche se un po' infreddoliti abbiamo gli occhi ancora colmi dei colori che ci hanno stregato nel palazzo dei congressi. Ripercorriamo un po' le pagine di storia studiate negli anni precedenti per ricollegare la presenza dell'acqua "salsa" al GRANDE GOLFO PADANO"!
Dedicato al medico Lorenzo Berzieri, che per primo compì uno studio sistematico sulle proprietà terapeutiche delle acque salsobromojodiche della cittadina, fu ideato all'inizio del 1900 nella stessa area delle saline che, insieme alle ROCCHE DEL SALE caratterizzarono il territorio di Salso fin dal 1200. Gia' dal 1839 il Dottor Lorenzo Berzieri aveva curato una bambina con l'immersione in queste acque e la bambina, diventata grande svolse la funzione di prima bagnina delle terme che vennero inaugurate nel 1923, il 27 maggio.
La costruzione delle terme era durata 10 anni.
Nel 1912, il progetto venne avviato dall'architetto Ugo Giusti, a cui si affiancò, in una prima fase, l'ingegnere Giulio Bernardini.
Nel 1919, dopo l'interruzione dovuta alla prima Guerra Mondiale, il progetto fu ripreso insieme a Galileo Chini ed ai suoi collaboratori delle Fornaci San Lorenzo, cui si devono l'elaborazione e la realizzazione degli apparati decorativi. I lavori terminarono quattro anni dopo.
La facciata
Sulla facciata sono da notare le suggestive teste leonine che ornano a coppie la fascia della tettoia sopra l'ingresso. Il modello della testa di leone è opera dello scultore Francesco Aloisi, dell'equipe dei progettisti delle Fornaci San Lorenzo, che assieme a Guido Calori fu uno dei collaboratori più stretti di Chini.
Nelle fanciulle in perizoma, poste ai lati inferiori delle finestre laterali, come nei due leoni azzurri che fiancheggiano la scritta "Thermae", si riscontra l'esperienza vissuta da Chini nel Siam, l'odierna Thailandia.

L'interno
All'interno, l'atrio decorato da Giuseppe Moroni, presenta ornamenti di marmo, pitture sulle pareti e stucchi. Il monumentale scalone doppio e speculare, conduce al primo piano; salendo si possono notare i rosoni in stucco del soffitto e il lucernario, che conferisce una soffusa luminosità. Sul pianerottolo della prima rampa di scale, la parete è impreziosita dal gigantesco specchio, dalla ricca cornice in stucco con figurine di putti e dal contorno fantasiosamente decorato in metallo. Al termine dello scalone sono visibili gli affreschi di Galileo Chini, mentre sulla parete di fronte è presente l'affresco di Giuseppe Moroni.
Anche qui rimaniamo ad occhi spalancati e a bocca aperta di fronte alla ricchezza di dettagli, alle suggestioni degli affreschi ed alle innumerevoli geometrie che si rincorrono. Tutto molto bello, a partire dal calco della "chimera" in gesso che troviamo un po' appartato all'ingresso!
Con gli occhi colmi di colori, figure e forme abbiamo un po' dimenticato il freddo fuori ma ... l'orologio ancora una volta e' tiranno: gli autisti degli scuolabus ci aspettano!


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